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Trasporti: L'era dei Biocarburanti atto II
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dal sito:www.ecoage.com
Biocarburanti: la Francia è il mercato più appeal
Secondo gli indici Ernst & Young 2007 la Francia è il quarto mercato dei biocarburanti per interesse degli investitori. Mentre in Italia le fonti di energia rinnovabile, come biocarburanti ed eolico, sono continuamente messe in discussione dagli stessi ambientalisti, quelli più radicali, nel resto del mondo lo sviluppo sostenibile va avanti e non aspetta l'Italia. Lo dimostra la situazione francese sul piano della competitività nel nascente mercato dei biocarburanti. La Francia è al secondo posto nella UE per il biodiesel e al quarto dell'etanolo, con tassi di crescita del 63%. Un piano di sviluppo e di ricerca definito dal governo e che trova il pieno consenso degli agricoltori, dei centri di ricerca universitari e delle stesse case automobilistiche. Per queste ragioni, enunciate nel rapporto Ernst & Young 2007, il mercato dei biocarburanti francesi appare maturo e sicuro agli occhi degli investitori stranieri. E l'Italia? Il nostro paese è senz'altro meno appeal a causa della tipica opposizione italiana a tutto e al contrario di tutto. A casa nostra discutiamo se il biofuel sia una risorsa 'verde' oppure la causa del rincaro dei prezzi e della fame del mondo. All'estero si limitano a produrre biocarburante e a metterlo in commercio. In questo contesto avere ragione o torto conta ben poco. Il mondo va già in una direzione. L'Italia può scegliere se prendere il treno subito oppure, come sempre, rincorrerlo dopo.
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Una ditta di Shangai ha messo in commercio una bici che va a idrogeno.
A vederla, sembra una qualsiasi delle biciclette elettriche (a pedalata assistita) ormai comuni quasi quanto i motorini che si contendono gli spazi sempre più risicati delle nostre città; eppure sotto l'aspetto usuale si cela una tecnologia inusuale e per qualche verso d'avanguardia. Forse perché la bicicletta è ancora il mezzo di trasporto più economico e usato in tutto l'estremo oriente, o forse per una precisa direttiva di pianificazione mirante all'esportazione, o per qualche altro arcano motivo, la Pearl Hydrogen Power Source Technology di Shangai è arrivata per prima là dove le imprese occidentali arrancano; sempreché non facciano finta di nulla per compiacere le aspettative (e i miliardi di dollari) delle sette sorelle. Fatto sta che questa elettrobici è abbastanza avanzata da stuzzicare anche l'industria di casa nostra. Dietro la sella o lateralmente ad essa, a seconda delle versioni, c'è la cella a combustibile, collegata a un motorino di poca potenza che tuttavia permette di percorrere un centinaio di chilometri; l'autonomia è ovviamente in funzione della velocità, che tuttavia può raggiungere -a detta del costruttore- circa i 25 km/ora in pianura. Rispetto alle bici elettriche nostrane, il vantaggio sta nel tempo di ricarica che impegna soltanto una mezz'oretta; l'alternativa anche in questo caso consiste nel pedalare fino a casa o, se esiste nei paraggi, alla più vicina "pompa" di rifornimento. Il prezzo è per ora irraggiungibile al cinese medio, attestandosi su oltre 2500 dollari; ma c'è da scommettere che la produzione di massa, se ci sarà, farà scendere il prezzo a livelli sopportabili e comunque di gran lunga inferiori a quelli praticati oggi per prodotti simili, combustibile a parte. Unica incognita è l'assistenza, ma metteremmo la mano sul fuoco per una facile, futura anche se un po' avventurosa, reperibilità dei ricambi in una qualsiasi chinatown di casa nostra.
Fonte: [ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-09-2007]
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Trasporti: L'ERA del BIOETANOLO
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Fonte: La Repubblica.it
Così Peugeot e Citroen rispondono al via libera del governo francese Comincia l'era del bioetanolo tutti i modelli in passerella
PARIGI - La Francia ha deciso: dal prossimo anno (dal 2007) comincia l'era del bioetanolo che sarà disponibile in ben 500 stazioni di servizio. E dal Salone di Parigi arriva subito la risposta. La notizia arriva con un annuncio del Ministro dell'Economia Thierry Breton, che fa sue le conclusioni di una commissione creata dal Governo e presieduta dall'ex pilota di Formula Uno Alain Prost. Secondo il rapporto il paese transalpino ha addirittura la possibilità di produrre con la propria agricoltura abbastanza bioetanolo per soddisfare le necessità dell'intero parco circolante di 36 milioni di veicoli. E un'auto che può funzionare a benzina ed a E85 (una miscela con il 15% di benzina e l'85% di etanolo) costa alla produzione soltanto 200 euro in più di una alimentabile con solo combustibile di origine petrolifera. Mentre aggiungere la colonnina dell'alcool in una stazione di servizio richiede un investimento aggiuntivo di circa 20.000 - 40.000 euro.
Uno scenario decisamente realizzabile, quindi, che secondo un sondaggio fa dire all'89% dei francesi di essere favorevoli alla diffusione di combustibili ricavati da prodotti dell'agricoltura, con addirittura il 68% che si dice anche disposto a pagarli di più, purché siano immuni da dipendenze dal petrolio e meno inquinanti.
Peugeot e Citroen sono pronte a cogliere l'occasione, visto che mostrano al Salone versioni della "vecchia" 206 e della C3 definite Flexfuel, che cioè possono fare il pieno sia di benzina che della miscela E85 di etanolo, e che molto presto saranno pronte versioni Flexfuel di Peugeot 207 e 307, oltre che della Citroen C4. La tecnologie della doppia alimentazione (alcol e benzina), trova spazio anche nel gruppo Ford: Focus e vari modelli Volvo a bioetanolo destinati al mercato scandinavo. La Fiat fa debuttare sulla Multipla Multieco la sua soluzione Tetrafuel, che permette all'auto di poter viaggiare con quattro combustibili: benzina, metano, E85 benzina più etanolo, e metanolo. Grazie al marchio Saab poi, la via dei biocombustibili si unisce al sistema ibrido, con motore a combustione interna alimentato nel caso della 9-3 Hybrid Ethanol con bioetanolo puro, non mescolato a benzina come avviene nei modelli ad E85, e una potente motorizzazione elettrica che innalza ulteriormente le prestazioni dell'auto e la sua parsimonia nei consumi.
(2 ottobre 2006)
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Trasporti: LE COSE DA FARE
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Da Agenda 21 della Provincia di Modena: La mia Agenda21 quotidiana
ARIA E MOBILITA'
quanto mi costa e mi nuoce l'auto-abitudine !
Emergenza inquinamento da traffico: Targhe Alterne, Stress, Allergie, Polemiche, Conflitti. Il traffico veicolare produce costi ambientali (Inquinamenti Vari), sociali (8000 morti all'anno sulle strade, 30000 feriti, cure per malattie varie) ed economici (costi per risanamento ambientale, spese sociali, tecnologie, 2500 euro all'anno in media per famiglia). L'alternativa non vuol dire per forza rinunciare all'auto ma ripensare la mobilità e OFFRIRE VARIE OPPORTUNITA'.
Cosa Posso Fare?
- Viaggio con altri per tragitti simili casa-lavoro (car-pooling/auto in gruppo).
- Uso i mezzi di car-sharing (auto-condivisa): pago solo il servizio di mobilità e risparmio acquisto, bollo, assicurazione, manutenzione.
- Uso Autobus e Treni.
- Acquisto Auto a Metano/Ibride/Elettriche.
- Sui Brevi percorsi vado a piedi e in bicicletta.
- Faccio controllare periodicamente i gas di scarico dell'auto.
- Se ho un giardino, pianto alberi e siepi.
www.icscarsharing.it
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Trasporti: Eppure Qualche cosa si Muove
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Trasporti: AUTO PER NON INQUINARE
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L'ELENCO DELLE AUTO NUOVE GIA' PREDISPOSTE PER IL METANO O PER CARBURANTI MENO INQUINANTI.
VUOI CAMBIARE L'AUTO? NON SCEGLIERE MODELLI ALIMENTATI SOLO A BENZINA O GASOLIO L'AMBIENTE E LA TUA SALUTE NE AVRANNO BENEFICIO
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ALFA ROMEO |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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ASTON MARTIN |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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AUDI |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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BENTLEY |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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BMW |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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CADILLAC |
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SRX - anche a GPL - da 42750 € |
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Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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CHEVROLET |
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Molti Modelli anche a GPL (Matiz, Kalos, Lacetti, Nubira, Tacuma) - da 7970 € |
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Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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CHRYSLER |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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CITROEN |
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C3 - metano e benzina-(1.4)- elegance, - da 15850 € |
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BERLINGO - metano e benzina-(1.4)- multispace, - da 18390 € |
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(in più alcuni modelli a GPL e Benzina) |
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CORVETTE |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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DACIA |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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DAIHATSU |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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DODGE |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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FERRARI |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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FIAT |
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PANDA - metano e benzina-(1.2)- dynamic natural power - da 13200 € |
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PUNTO (NON grande punto) - metano e benzina-(1.6)- active natural power - da 14800 € |
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DOBLO' - metano e benzina-(1.6)- active natural power - da 17460 € |
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MULTIPLA - metano e benzina-(1.6)- natural power, 3 versioni - da 22000 € |
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(alcuni modelli a GPL e Benzina) |
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FORD |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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GONOW |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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GREAT WALL MOTOR |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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HONDA |
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CIVIC HYBRID - un motore a benzina - e un motore elettrico, - da _____ € |
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Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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HUMMER |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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HYUNDAI |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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ISUSU |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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JAGUAR |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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JEEP |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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KIA |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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LADA |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower - in arrivo un modello a GPL e benzina |
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LAMBORGHINI |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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LANCIA |
| Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
L - M - N - O - P - Q - R- S ( in Costruzione )
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TOYOTA |
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PRIUS - motore a benzina-(1.5) - e un motore elettrico, (1 vers) - da 25500 € |
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Nessuna Auto a Metano/Bipower/Multipower |
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VOLKSWAGEN |
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TOURAN - metano e benzina-(2.0)- EcoFuel, conceptline, trendline, highline, (3 vers) - da 23600 € |
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(alcuni modelli a GPL e Benzina) |
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VOLVO |
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S60 - metano e benzina-(2.4)-metano kinetic, momentum, summun, 3 versioni - da 32700 € |
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V70 - metano e benzina-(2.4)-metano momentum, 1 versione - da 38000 € |
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BASTA CON LA DIPENDENZA ENERGETICA DAL PETROLIO!
Partiamo da un dato ormai assodato: per diminuire i danni provocati dai combustibili fossili bisogna puntare su fonti energetiche alternative. Ora sappiamo che esiste una tecnologia ormai matura, e usata in molti paesi, che sfrutta i prodotti vegetali per produrre carburanti per automobili “bioetanolo”. Uno dei maggiori produttori di motori che funzionano indifferentemente con benzina e /o bioetanolo è la FIAT, che in paesi come il brasile ne commercializza in grande quantità.

clicca sull'immagine per www.progettomeg.it (info su bioetanolo)
Occorre quindi introdurre norme che impongano la commercializzazione di automobili con motori in grado di funzionare anche con carburanti “vegetali”, così da creare le condizioni per lo sfruttamento di fonti energetiche diverse dal solito petrolio. Una tale normativa avrebbe anche la conseguenza di creare una filiera che partendo dall’agricoltura arriva all’industria di trasformazione per poi finire con la pompa di benzina che si troverebbe a poter vendere più prodotti. In un momento in cui il reddito agrario è in costante diminuzione, vi è necessità di convertire gli zuccherifici dimessi, bisogna superare la dipendenza dai combustibili fossili, riteniamo una scelta strategica quella di puntare su combustibili derivanti da prodotti vegetali, almeno fino a quando tecnologie più pulite, come l’idrogeno, non saranno mature per essere commercializzate.
Ravarino, Stuffione lì 25/gennaio/2007
Il Comitato di Tutela Ambientale "Castel Crescente"
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In Brasile i biocarburanti sono già una realtà da molti anni. Da decenni il grande paese sudamericano spicca negli investimenti sul carburante naturale tratto da alcool vegetale estratto dalla canna da zucchero, ben più a buon mercato della normale benzina pura.
Immaginate ora un'automobile in grado di andare indifferentemente a benzina o ad alcool di canna da zucchero. Queste auto bicombustibili permettono di fare il pieno con la normale benzina, con alcool (cd bioetanolo) o con un qualsiasi mix fra i due. In Brasile potreste comprarla anche oggi al prezzo di una qualsiasi utilitaria.
Quello che però lascia sorpresi è scoprire queste automobili sono prodotte dalla FIAT con tecnologia italiana della Magneti Marelli. La Fiat è infatti la maggior produttrice di auto bicombustibile del Brasile.
Non ci credete? Provate a visitare il sito della filiale brasiliana della FIAT web www.fiat.com.br con lo slogan ben in evidenza della campagna pubblicitaria "Vai de Alcool ou Gasolina? Tanto faz!!!" (alcol o benzina? tanto è lo stesso). I motori Flex della Fiat sono in grado di funzionare allo stesso modo e con le stesse performance sia con i carburanti tradizionali sia con quelli naturali a base di alcool. Proprio in questi giorni sul mercato brasiliano FIAT ha lanciato i modelli più popolari della Mille, Palio e Siena dotati di motorizzazione flex da un litro (non cercatele in Italia, sono vendute in Brasile).
La rivoluzione “flex” con auto che vanno indifferentemente a benzina, gpl o ad alcool di canna da zucchero ha completamente stravolto il mercato automobilistico brasiliano nel giro di pochi mesi. Un boom senza precedenti che ha riportato la FIAT alla leadership del mercato automotive giallo-oro.
Un boom per caso? Non sembra. L'impressione è quella di un'attenta pianificazione dell'innovazione tecnologica cui seguiranno futuri investimenti. Riprendiamo uno stralcio di un articolo pubblicato su Repubblica il 18 marzo 2005:
"la Magneti Marelli ha già annunciato l'arrivo entro fine anno di un nuovo veicolo dotato del suo sistema "tetra" che permetterà di andare a benzina pura (carburante utilizzato in Argentina, Cile e Uruguay), a benzina con parte di alcool (miscela tipica del Brasile), ad alcool puro e/o gas naturale: e con analoghe performance" (fonte Repubblica.it 18/03/2005).
Il boom dei biocambustibili sembra pertanto già avviato, pronto a disegnare i prossimi scenari futuri mondiali. Come ben sappiamo la storia è molto spesso scritta dai carburanti. Iran e Cina hanno già mostrato interesse ai motori flex. Non a caso il presidente brasiliano Lula in una sua recente visita in Cina ha portato in dono proprio una Fiat Palio bicarburante prodotta dagli stabilimenti brasiliani. Il 25% mercato brasiliano è già flex e la rete distributiva delle stazioni di servizio è stata sufficientemente adeguata alla duplice offerta "verde" o "rossa". Rispetto all'Italia, però, la benzina verde in Brasile è "veramente" verde, ossia bioetanolo. Una domanda crescente di bioetanolo con evidenti effetti nel settore dell'agricoltura. Le piantagioni di canna da zucchero in Brasile stanno letteralmente sostituendo le storiche coltivazioni del caffè.
Una vera rivoluzione tecnologica e commerciale, firmata col contributo di una casa automobilistica italiana... in Brasile.
Paradossalmente proprio in Italia i biocarburanti sono ancora sospesi in una lunga fase sperimentale nonostante la stessa Unione Europea spinga per una loro rapida introduzione. Le solite stranezze del vecchio continente.
Fonte: ecoage.com - Repubblica.it - Progetto Meg
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