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Discussioni Generale |
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Liberata l'ex Manifattura - Tuesday, February 19, 2008
Liberata l'ex Manifattura
tabacchi a Gianturco
Carta
Dopo l'ammissione che il piano
anticrisi non funziona, che le vecchie discariche non sono
idonee, De Gennaro ieri sera ha abbandona anche
il sito dell'ex- Manifattura Tabacchi, «liberato dalla
militarizzazione e dai lavori che volevano farne un
sito di stoccaggio per 39mila ecoballe», dice il
Comitato salute e ambiente Napoli est. Però non ne ha parlato
nessuno e i cittadini si domandano perché. «Perché non si rendono pubblici i
risultati dei carotaggi, da cui emerge, oltre alla falda
acquifera superficiale, la densa presenza di catrame e altre
sostanze inquinanti?». Forse la risposta sta
nel fatto che non si vuole creare «difficoltà alla Q8 cui
si stanno per dare in concessione i suoli per altri
decenni», dicono quelli del Comitato che nei prossimi giorni
continueranno «il pressing sul Commissariato e sulle
istituzioni per rendere pubblica e definitiva la
decisione di abbandonare questa folle scelta e pretendere
l'avvio di una vera bonifica ambientale ed altri
interventi di riqualificazione territoriale». Giovedì 21 il Comitato in difesa
delle cave di Chiaiano ha organizzato una fiaccolata per
dire no allo sversamento di immondizia nelle cave, alle finte
ecoballe e alla distruzione ed avvelenamento del
Parco delle Colline e organizzare invece la
raccolta differenziata porta a porta. Si parte alle 17,20
dalla stazione metro di Chiaiano.
http://chiaiano.blogspot.com
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RIFIUTI E RISORSE: UNA PRESA DI POSIZIONE - Thursday, February 14, 2008Rifiuti e Risorse. Una presa di posizione
Le vicende di questi ultimi giorni, le montagne di spazzatura che
ingombrano, insieme alle strade, la vita di migliaia di cittadini campani,
colpevoli, per la stragrande maggioranza, di cercare solamente di vivere
una vita civile, esigono doverosamente una riflessione, una forte presa di
posizione e una considerazione.
La riflessione
E’ fin troppo lampante, e ruota attorno ad una considerazione, triste e tragica
allo stesso tempo: si è percepita, clamorosamente, la mancanza dello Stato. Nel
territorio, nel tessuto sociale, nelle Istituzioni. Quasi una sconfitta
definitiva. Ci si chiede con rabbia perché in Italia si debba sempre arrivare
allo stato d’emergenza per prendere decisioni, dettate conseguentemente
…dall’emergenza. E l’emergenza non si gestisce. Il più delle volte la si
affronta, la si prende di petto, con misure straordinarie, che servono a
restituire la normalità, ma non a risolvere i problemi. Non sarà facile, in una
terra martoriata, quasi completamente rovinata dalle infiltrazioni tossiche e
dei liquami nelle proprie falde e nel sottosuolo, e da quelle camorristiche nel
suo tessuto sociale, ritornare alla normalità. Allo Stato, oggi, si chiede
solamente una cosa: di intervenire concretamente; e di ripristinare la
legalità. Governo e Ministero dell’Interno; forze armate; forze dell’ordine;
Istituzioni; Amministrazioni locali. Ognuno deve fare la propria parte. Non
sgomberare semplicemente le montagne di spazzatura. Sgomberare definitivamente
la criminalità organizzata, toglierle ossigeno e la terra sotto i piedi,
ripristinando la legalità e restituendo dignità, condizioni sociali e lavoro
alle persone per bene, ai milioni di cittadini che attendono solamente quello,
di ritornare a fare una vita normale, da cittadino in e di uno Stato
democratico presente e vicino.
La presa di posizione
E’ quella che, inevitabilmente, dobbiamo prendere tutti noi, Amministratori,
cittadini, società civile, sensibili alle problematiche ambientali e a
conoscenza dei problemi e delle soluzioni praticabili e concrete che ruotano
attorno al mondo dei rifiuti, facilmente strumentalizzabile ad uso e consumo
delle grandi multinazionali, delle “municipalizzate” della criminalità
organizzata e di una larga fetta di classe politica semplicemente ignorante o
ipocrita.In questi giorni, ascoltando i servizi dei telegiornali, i cosiddetti
“talk show” serali presenziati da ospiti variegati, comodi nei loro divani, una
informazione falsa (o falsa informazione) e faziosa ha incredibilmente,
scandalosamente fatto passare un messaggio enormemente fasullo. Lo stato di
emergenza della Campania, le immagini e i “reportage” che
arrivano dalle strade della sterminata area urbana napoletana, hanno trasmesso
agli italiani la classica immagine del rifiuto. Quella per cui, catalogato in
monnezza sia un qualcosa da buttare, da espellere, da far sparire. Da bruciare.
Ed ecco che la parola magica, termovalorizzatore, ha preso campo,
nell’immaginario collettivo, come la bacchetta magica, la soluzione per tutti i
mali. Il rifiuto, la monnezza? Li bruciamo, e tutto si risolve. Falso!
Sbagliato! Un ciclo dei rifiuti moderno, completo, rispettoso dell’ambiente ed
economicamente vantaggioso è quello che vede il rifiuto come una risorsa, ed
usa un sistema di raccolta e gestione con il metodo “porta a porta”, che
raggiunge risultati del 70-80% di differenziata, portando dunque in discarica
(una moderna discarica costruita secondo le normative europee, che non
“corrompe“ i suoli ed accoglie solamente la parte cosiddetta tal quale del
ciclo del rifiuti, opportunamente trattata ed essiccata) il 20-30% della
raccolta. Risultato: viene stravolta, e gradualmente dimenticata, la vecchia
immagine della discarica come luogo di scarico della monnezza; la sua durata si
triplica rispetto all’attuale; il suo impatto ambientale e il suo costo di
gestione diminuiscono proporzionalmente.
Ecco dunque che il termovalorizzatore, anzi, l’Inceneritore, mostro antieconomico,
generatore di tumori e malformazioni, produttore di scorie e ceneri altamente
tossiche e pericolose (illuminanti a riguardo i risultati delle ricerche di
Stefano Montanari e Antonietta Gatti, due ricercatori italiani ostacolati in
ogni modo nella divulgazione del loro lavoro sulle nanoparticelle generate dai
fumi degli inceneritori), dall’enorme costo di smaltimento e di stoccaggio,
viene “scaricato” naturalmente nella discarica di un passato che tutti
vogliamo, dobbiamo dimenticare. La valanga di dati scientifici, le tabelle, le
ricerche mediche, nei canali tradizionali e soprattutto nella Rete, sono
a disposizione di tutti. Anche di una informazione nazionale tragicamente
colpevole, che non ha svolto il proprio dovere deontologico. Mettiamola così:
a) un giornalista, con la “g” piccola, alle prese con i tempi
del suo giornale e la urgente messa in onda del servizio, ha subito a
disposizione la “pappa pronta”: apre lo sportello dell’inceneritore, e… voilà,
il servizio è fatto, l’articolo è pubblicato, i colpevoli sono trovati, i
rifiuti smaltiti. E il territorio? E i cittadini? E la loro salute? Il prossimo
programma, il prossimo servizio, la prossima intervista al politico “…amante
del verde e del proprio territorio…” di turno….
b) il Giornalista, con la “g” grande, si informa, perde del
tempo dietro dati e tabelle, esegue raffronti, sente tutti gli attori in gioco,
e pubblica il suo pezzo, effettua il suo servizio. Di cronaca, con fatti, dati
e riscontri. Ed una semplice domanda, rivolta ai fautori delle “magnifiche
sorti e progressive” dei termovalorizzatori/inceneritori: “…ma lei, ci
abiterebbe, con la sua famiglia, nei pressi di questi impianti?...”. Tutto qui…
La considerazione
La scelta del Governo, oltre ad arrivare colpevolmente in ritardo, senza
adottare i doverosi provvedimenti sulle Istituzioni locali, Regione Campania e
Comune di Napoli in primis, e scaricare ingiustamente addosso, in modo
indiretto e velato, al Ministro Pecoraro Scanio la responsabilità di tale
disastrosa situazione, lascia molti dubbi circa la sua effettiva efficacia e
applicabilità. Scaricare, dopo anni di assenza sul territorio e migliaia di
miliardi gettati via attraverso una gestione commissariale dell’emergenza
assurta a “status” cancerogeno, la gestione e la risoluzione del problema in un
tempo stabilito agli enti locali appare una decisione per lo meno avventata,
visto che si parla di un territorio quasi completamente in mano alla
criminalità organizzata. La prospettiva è quella di avere, alla scadenza dei
fatidici quattro mesi, decine di Commissari prefettizi da mandare nei Comuni e
nei Consorzi…. Avremmo sperato in una seria politica rivolta alla realizzazione
di un moderno, fattibile Piano industriale, che poggi su una massiccia e
preventiva campagna di informazione e partecipazione verso i cittadini, volto a
realizzare un sistema integrato di gestione della risorsa rifiuto attraverso il
metodo “porta a porta”, con la costruzione e messa in opera, attraverso bandi
costruiti ad hoc, attuati, controllati e gestiti direttamente dal
Governo, di moderni impianti per la selezione e lo smistamento della componente
differenziata e per la produzione di compost di qualità dalla componente
organica, da riutilizzare nei terreni avvelenati da anni di scarichi abusivi.
Insieme all’individuazione di un nuovo sito regionale per lo stoccaggio della
componente indifferenziata, opportunamente trattata, non comportante nessun
danno ambientale. Parliamo di fantascienza? Proclamiamo una rivoluzione? No,
niente di tutto questo. Parliamo di progetti già realizzati, concreti ed
economicamente vantaggiosi, per il territorio, l’ambiente e le casse pubbliche.
Realizzati in migliaia di altre realtà nel mondo: dall’Austria alla Danimarca;
da San Francisco a Novara; da Asti a Montebelluna; da Colorno a Monsano,
passando per Melpignano, Capannori fino al Comune campano di Mercato San
Severino e le altre decine di Amministrazioni locali e Sindaci italiani i
quali stanno gestendo la risorsa rifiuto senza problemi, in sintonia con il territorio
e, soprattutto, con il loro mandato civico a servizio deicittadini, nel
rispetto dello Stato e della Costituzione.
10 gennaio 2008
Gianluca Fioretti
Sindaco di
Monsano (AN)
Presidente
“Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi”
Fonte - decrescitafelice.it
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NO A ECOBALLE,INCENERITORI E IPOCRISIE - Thursday, February 14, 2008Greenpeace: per la Campania
no a ecoballe, inceneritori e iposcrisie
09
Gennaio 2008
Roma, Italia — Greenpeace sostiene
che attribuire alla mancanza di inceneritori l’emergenza in Campania è del
tutto fuorviante. A parte l’impatto della combustione, per costruire
l’inceneritore di Acerra non sono bastati sette anni, mentre una seria raccolta
porta a porta può intercettare in pochi mesi quote di differenziata ben
superiori al 50%. Nell’immediato, la priorità è quella di togliere l’immondizia
dalle strade, la risposta più rapida è ricorrere a un deposito temporaneo anche
sul demanio militare, ma è indispensabile avviare subito una campagna per la
raccolta differenziata porta a porta. In Campania, il problema nasce dalla
scarsa volontà politica e capacità strategica di gestire un problema che
“marcisce” da anni, oltre che dalla collusione della criminalità organizzata.
Gli impianti d’incenerimento, anche se inseriti in un ciclo integrato dei
rifiuti, minano tutte le possibili strategie di gestione virtuosa. Bisogna
quindi spostare l’attenzione dalle scelte di smaltimento alle azioni di
prevenzione.Greenpeace ritiene che la soluzione nel medio periodo si debba
basare sull’adozione immediata di programmi di raccolte differenziate porta a
porta, volte a isolare subito la frazione organica dei rifiuti (che costituisce
in media il 30-40% dei nostri sacchetti), facilmente trasformabile in compost
di qualità in impianti dedicati che vanno costruiti. “E’ una vera ipocrisia
attribuire la colpa di quanto sta accadendo ora a chi, come Greenpeace o i
cittadini, si è opposto agli inceneritori –denuncia Giuseppe Onufrio, direttore
delle Campagne di Greenpeace- Infatti, quando 10 anni fa si chiedeva la
moratoria sugli inceneritori si chiedeva anche il decollo di un vero sistema di
raccolte differenziate che, lo ribadiamo ancora, può dare risposte importanti
nel giro di pochi mesi se condotto con la necessaria determinazione, capacità e
coordinamento tra le istituzioni”. Il Governo concede, per le raccolte
differenziate, quattro mesi ai Comuni interessati: con ogni probabilità si
tratta di un annuncio di commissariamento a tappeto. Una posizione che, come i
fatti dimostrano, finora non ha portato ad alcuna risoluzione al problema
rifiuti. L’annuncio del terzo inceneritore va nella direzione sbagliata.
Secondo Greenpeace, con il sistema del porta a porta non solo si raggiungono
rese che si avvicinano o superano il 70% e sono di migliore qualità, ma si crea
anche una maggiore occupazione (talora con un aumento del 50%). Con un’incisiva
campagna di sensibilizzazione dei cittadini si possono raggiungere alti livelli
di raccolta domiciliare.La costruzione di impianti di trattamento meccanico
biologico per il residuo della raccolta differenziata spinta (15-30%) è un
ulteriore passo per migliorare la gestione dei rifiuti. Il materiale che è
stato sottoposto a questo trattamento può poi essere smaltito in una discarica
“in correttezza”, in quanto si riduce del 90% la sua potenzialità inquinante.
L’eliminazione della parte organica dai rifiuti riduce di molto il rischio
ambientale: cosa che non avviene per le “ecoballe” in Campania.
www.greenpeace.it
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Rifiuti, I Benefici delle 7 “R” - Sunday, December 23, 2007
Rifiuti, I Benefici delle 7 “R”
In tema di rifiuti ognuno di noi è importante per ridurre i problemi. Memorizzate e utilizzate le famose 6 R:
Riduci. I rifiuti vanno ridotti a monte. Scegli prodotti senza imballo o con imballaggio in materiale riciclabile.
Riutilizza. Scegli il vetro con il “vuoto a rendere”, riusale cose con nuove funzioni, ricorda che ciò che non serve più a te può servire ad altri. Pratica lo scambio (dei libri,dei giochi per bambini, degi abiti) e il baratto.
Ricicla. Fai la raccolta differenziata in modo che i materiali possano essere riciclati. Se hai il giardino o un orto produci il tuo compost con rifiuti organici.
Risparmia. Evita l’usa e getta. Scegli prodotti “ricaricabili” o con “ ricambi”: pile ricaricabili, eco ricariche di sapone e detersivi, rasoi spazzolini con ricambio della testina, ecc.
Ripara. Una volta era normale aggiustare le cose. Va recuperata questa capacità e manualità, respingendo la logica del comprare tutto nuovo e dell’ultimo modello. Scarpe, bici, radio e tv, mobili si possono riparare. Condividi le tue capacità con altri.
Rispetta. Se rispetti gli altri non abbandonare rifiuti lungo i fossi delle strade, nella campagna, fuori dai cassonetti, se rispetti la salute e l’ambiente dai il tuo contributo per ridurre e differenziare i rifiuti, è anche un grande segno di Educazione Civica
Rivalutare. Opposto al consumismo che ci spinge a spendere e sprecare soldi, tempo e oggetti, Il rivalutare le cose che abbiamo, ci insegna a dargli il giusto valore, e apprezzarle di più, scegliendole con più cura al momento dell'acquisto.
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Rifiuti: LE BIO-PLASTICHE
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La produzione eco-compatibile di beni di largo consumo è oggi possibile grazie alle cosiddette bio-plastiche . Il Mater-Bi è la famiglia di materiali termoplastici biodegradabili sviluppati e commercializzati da Novamont S.p.A, si tratta di una nuova generazione di bio-plastica derivata da materie prime naturali, che durante l’uso ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche della plastica, ma è completamente biodegradabile una volta abbandonata nell’ambiente. Le molecole di questo materiale sono anch'esse dei polimeri (lunghe catene di atomi di carbonio con appesi atomi di idrogeno) come nel caso di plastiche di derivazione petrolifera (es.il polietilene )ma con una struttura e una composizione diversa, che consente agli agenti naturali di aggredire le lunghe catene di atomi spezzandole e riducendole a componenti che possono essere assorbiti dall'ambiente senza effetti tossici, e che addirittura possono sostenere la vita di organismi, dai batteri alle piante. Il Mater-Bi è costituito da amido di mais, di patate o di grano allo stato naturale, opportunamente trattato e mischiato con una piccolissima parte di polimeri sintetici, derivati essenzialmente dal petrolio, ma con procedimenti che ne rendono le molecole biodegradabili . Il Mater Bi è quindi un materiale completamente biodegradabile, adatto ad essere utilizzato con i rifiuti organici per produrre compost, ed è certificato dal marchio "OK compost" che garantisce la conformità alle norme europee per il packaging biodegradabile emanate nel 2001 (la direttiva EN 13432). Per sfruttare correttamente queste qualità è però necessario che il prodotto in Mater-Bi biodegradabile finisca il suo ciclo di vita nel modo giusto. Usare ad esempio sacchetti o altri contenitori biodegradabili per poi incenerirli assieme a tutti gli altri rifiuti sarebbe poco conveniente. Per un buon utilizzo di questi materiali è quindi essenziale che si diffonda la pratica della raccolta differenziata. Nel caso dello shopper in Mater-Bi , esso può essere riutilizzato per raccogliere l'umido, sostituendo i sacchetti appositi, che non sempre sono distribuiti gratuitamente e che nei supermercati costano circa 10 centesimi. L'alternativa alla plastica sembra dunque disponibile. Il problema che maggiormente ostacola la sua diffusione è per ora il prezzo, decisamente maggiore rispetto ai prodotti convenzionali. Ma se nel prezzo di questi ultimi venisse conteggiato anche il loro effettivo costo di smaltimento la differenza non sarebbe poi così significativa. Ecco alcuni esempi delle numerose applicazioni del Mater-Bi: IGIENE E CURA DELLA PERSONA: pannolini, assorbenti igienici, bastoncini cotonati, porta sapone, contenitori per cosmetici PACKAGING E IMBALLAGGIO: film per cibi secchi, imballi espansi, film per imballaggi, vaschette termofonate, shopper compostabili, CATERING: piatti , posate ,bicchieri, cannucce, coperchi, vasetti per yogurt RACCOLTA DIFFERENZIATA: sacchi per raccolta differenziata rifiuti organici AGRICOLTURA: film per pacciamature, vasetti per floro-vivaistica, corde ACCESSORI: giocattoli, prodotti per animali, penne , cartucce, temperamatite, righelli
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Se hai un piccolo giardino oppure abiti in campagna ti consigliamo di fare il compostaggio domestico, perchè? Innanzi tutto si riducono i rifiuti portati nei cassonetti, anche se sarebbe bene che le amministrazioni comunali incentivassero il compostaggio domestico con una riduzione della tassa sui rifiuti, visto che ne smaltiscono meno! Inoltre ci si ritrova dell'ottimo concime per l'orto, e le piante del giardino, quindi un'ulteriore risparmio per le nostre tasche.
Alcuni modelli di compositore domestico; 600 litri in plastica:

questo modello di compostiera è in vendita sul portale: www.ilportaledelsole.it a 66€ + iva
Il Portale del Sole s.a.s. di Canestrelli Stefania & C. Corso Milano 26 - 20052 MONZA MI C.FISC. e P.IVA 05224630961 Tel. 039 - 9712258 Fax 02 - 700554744
Altri modelli di compositore domestico, da 280, 400, 600 e 900 litri in plastica:

questi modelli di compostiera sono in vendita da: www.bimaecostore.com su ebay da 50 € a 161 € per il 900 litri oltre alle spese di spedizione circa 15€
per Info: BIMAECOSTORE di Bianchella Mauro Via Ardeatina 469, Anzio 00042 ROMA Tel. +39 0697653755 Fax. +39 0697653756
Trasforma i rifiuti organici delle cucine e del giardino in concime naturale.
Vantaggi: - riduzione del flusso complessivo di rifiuti da smaltire - produzione in proprio di materiali per l’economia domestica - annullamento dei costi di trasporto degli stessi - forte valore educativo di un’attività di riciclagio/riutilizzo diretto
Compost pronto in 4-6 mesi Compost maturo in 8-10 mesi
• Dimensioni: diametro 80 cm, altezza 100 cm • Volume: 600 litri • Compost prodotto: c.a. 250 Kg • Costruito in polipropilene resistente ai raggi UV • La piastra di fondo è perforata per un efficace sistema di ventilazione • Efficace areazione senza odori
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UE CONDANNA ITALIA NELLA GESTIONE RIFIUTI
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FONTE: www.ingegneri.info
La Corte Ue condanna l'Italia per inadempienze nella gestione dei rifiuti
Il Belpaese sommerso e affondato dai rifiuti: l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea per inadempienze nella gestione dei rifiuti. Il nostro Stato, secondo la sentenza C-135/05, non ha assicurato il recupero e lo smaltimento dei rifiuti senza pericoli per la salute dell’uomo, senza usare metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e non ha vietato l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti. E, ancora, non ha controllato affinché i rifiuti fossero raccolti correttamente, non ha vigilato sulla proliferazione delle discariche abusive, non ha fatto chiudere quelle senza autorizzazione o autorizzato i necessari lavori per continuare a farle funzionare, non ha prestato attenzione al fatto che i rifiuti pericolosi posti in discarica fossero identificati e catalogati.
Anche sulle discariche autorizzate non ha vigilato sui piani di riassetto. Una debacle completa che arriva proprio quando i ministri dell’Ambiente Pecoraio Scanio e della Funzione pubblica Luigi Nicolais sono pronti a fornire a Regioni ed enti locali le linee guida, in base ai suggerimenti della Commissione, per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento rifiuti. Quattro i campi d'intervento: innanzitutto, l'istituzione di un inventario dei potenziali rifiuti solidi urbani di cui si vieta l'uso su tutto il territorio nazionale o di cui le Regioni possono vietare l'uso per tempi indefiniti o determinati. Poi l'introduzione di una efficace tassa di smaltimento anticipata per poche categorie selezionate di rifiuti come le stoviglie monouso. Si prevede anche la restituzione obbligatoria del rifiuto e infine incentivi fiscali per l'uso di materiali facilmente riciclabili e compostabili.
L’indagine della Commissione europea che ha portato all’apertura del ricorso della Commissione contro la Repubblica italiana aveva preso il via da una serie di interrogazioni parlamentari e articoli di stampa e dalla pubblicazione del rapporto del Corpo forestale dello Stato sull’emergenza discariche abusive. La Commissione europea decise nel 2002 di controllare l’osservanza dell’Italia agli obblighi imposti dalle direttive europee 75/442, 91/689 e 1999/31. I dati rilevati sono sconcertanti: un primo censimento del 1986 aveva censito 5.978 discariche illegali, un secondo del 1996 ne aveva rilevate 5.422. Dopo il censimento del 2002 il Corpo forestale ha catalogato 4.866 discariche illegali, di cui 1.765 non figuravano in studi precedenti. Di queste ben 705 contenevano rifiuti pericolosi, mentre le discariche autorizzate risultavano solo 1.420. Nel 2003 la Commissione non ottenendo dalle autorità italiane informazioni che segnalassero la fine degli inadempimenti addebitati si rivolse alla Corte di giustizia europea chiedendo che l’Italia fosse dichiarata inadempiente rispetto agli obblighi derivanti dalle direttive 75/442 e 91/156.
Alla scadenza del termine fissato, infatti, era palese che in Italia ci fossero un «numero considerevole di discariche» nelle quali i gestori non avevano garantito il riciclaggio o lo smaltimento dei rifiuti e un «considerevole numero» di siti di smaltimento incontrollato dei rifiuti. Il Governo italiano ha ammesso l’esistenza di almeno 700 discariche abusive con rifiuti pericolosi, nei quali l’obbligo di identificazione e catalogazione non era stato rispettato e che 747 discariche avrebbero dovuto costituire un piano di riassetto (i piani erano stati presentati da 551 discariche, ma solo 131 erano stati approvati). L’Italia, inoltre, segnalano i giudici europei, non ha precisato quali fossero le azioni messe in atto per le discariche i cui piani di riassetto non erano stati approvati.
Tratto da il sole24ore del 26 aprile 2007 a firma di Nicoletta Cottone
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Riciclare è tutto un'altro affare
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RICICLARE E' TUTTO UN ALTRO AFFARE 24 MARZO 2007 , AL LEA (Laboratorio di educazione ambientale) DI MARZAGLIA. ESPERIENZE DI RICICLAGGIO A CONFRONTO
In occasione del suo primo anno di vita TRIC&TRAC in collaborazione col Settore Ambiente del Comune di Modena ha programmato un incontro fra le associazioni di volontariato che in forme diverse gestiscono punti di raccolta e riuso di materiali ancora utili prima che questi finiscano nelle discariche. L’incontro ha come scopo lo scambio delle esperienze al fine di mettere a confronto modalità e finalità delle singole iniziative e nel dettaglio confrontarci con problematiche quali: educazione ad un consumo consapevole, rapporti coi visitatori aggiustaggio-creatività, destinazione delle somme raccolte, rapporti con le isole ecologiche, ecc. Nell’ ambito dell’ evento e’ prevista una Conferenza, nell’ apposita aula di lavoro del centro, che tratterà in generale i temi del recupero, ed in particolare gli aspetti legati alle attività di riutilizzo dei beni.
Il programma sarà il seguente: - ore 9.00 confronto fra gli operatori; - ore 10.30 interventi degli Enti o Associazioni; - ore 11.30 discussione sulle esperienze dei laboratori; - ore 12.00 sintesi conclusiva a cura del professor Enrico Giovannetti dell’ Università di Modena e Reggio Emilia. - ore 13 pausa colazione, con buffet offerto a tutti gli intervenuti.
- ore 15 pomeriggio ludico con mercatino, mostre e spettacolo rigorosamente riciclati.
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Inceneritori? NO, Grazie!
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FONTE: Greenpeace - (Proposte per i nostri Amministratori e Dipendenti)
Gestione a freddo dei rifiuti. Lo stato dell'arte delle alternative all'incenerimento per la parte residua dei rifiuti municipali
Il rapporto, pubblicato in Inghilterra nel febbraio del 2003 e tradotto in italiano in occasione della Quarta Giornata Mondiale contro l'Incenerimento dei Rifiuti indetta dall’alleanza globale GAIA il 7 settembre 2005, dimostra, attraverso una dettagliata descrizione tecnica, come a completamento di sistemi di riduzione all'origine e di capillare raccolta differenziata dei rifiuti possa operare un impianto di trattamento degli scarti residui [ TMB - Trattamento Meccanico Biologico ] in grado di recuperare circa il 70% dei materiali in ingresso.
Con sistemi di intercettazione tecnologici, ampiamente disponibili sul mercato, si possono difatti recuperare i metalli, la carta, il vetro, le plastiche, consentendo un trattamento anaerobico-aerobico della frazione organica. Quest'ultima, prima di essere stabilizzata, produce biogas, che, una volta sottoposto a recupero energetico, può essere impiegato per alimentare l'impianto stesso e produrre calore ed energia elettrica destinata a terzi.
Finiranno pertanto in discarica non più del 30% della frazione residua formato da inerti, pellicole di plastica - anch'esse teoricamente recuperabili - e materiali organici stabilizzati la cui potenzialità inquinante è ridotta del 90%. Questa filiera di trattamento, molto meno inquinante dei processi di incenerimento, i quali comunque prevedono il ricorso a discariche per la collocazione di scorie e ceneri tossiche per circa il 30% dei rifiuti bruciati, presenta capacità di recupero di flussi di energia - e soprattutto di materiali - estremamente significative. Lo stesso quadro di "emissioni di CO2 evitate" non ha confronti con altre modalità di trattamento e di smaltimento. Inoltre, la collocazione in discarica di ciò che non é recuperabile riguarda rifiuti con potenzialità di percolazione e di emissione di fastidiosi odori non paragonabili a discariche per rifiuti tal quali.
Un impianto simile a quello qui descritto é entrato in funzione nel 2004 a Sidney, in Australia [ www.wsn.com.au ] a riprova della fattibilità di un'impiantistica che anche nella fase del trattamento dei rifiuti residui é in grado di massimizzare il recupero di preziose risorse. E ciò con costi molto inferiori rispetto agli inceneritori.
(Meditate Meditate ....... perchè non proviamo a Modena?)
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La percentuale di Rifiuti differenziati nel Comune di Ravarino e' SCESA! dal precedente 50% al nuovo 41,5%, mentre Nonantola si attesta al 60%: è forse l'effetto della Nuova Tariffa? in alcuni casi molto più alta rispetto alla precedente tassa!
RAVARINO:
| Carta/Cartone |
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3,8 % |
117 t |
| Plastica |
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1,8 % |
54 t |
| Vetro/Lattine |
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4,4 % |
135 t |
| Organico/Frascame |
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12,5 % |
382 t |
| S.E.A. e porta a porta |
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18,9 % |
575 t |
| Totale differenziata |
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41,5 % |
1.263 t |
| Totale indifferenziata |
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58,5 % |
1.783 t |
Crediamo servano urgenti incentivi alla raccolta differenziata, come ad esempio quanto si sta sperimentando in Comuni della Provincia di Modena come Cavezzo e Medolla, gestiti da AIMAG: chi conferisce i rifiuti nelle isole ecologiche, previa pesatura dei rifiuti può avere delle riduzioni sulla tariffa dei rifiuti!
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Rifiuti = Giacimento di Energia
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I rifiuti che produciamo sono un giacimento di energia, occorre pertanto fare la raccolta differenziata. La Raccolta Differenziata inoltre può evitare la costruzione di discariche (possono inquinare le falde acquifere) o di inceneritori (riempiono l'aria di polveri sottili dannosissime per la salute, anidride carbonica e i residui contengono metalli pesanti da smaltire separatamente).
Dalle discariche si potrebbe produrre BIOGAS, ma in italia non sono sfruttate se non per 1/10 del loro reale potenziale; Dagli inceneritori si può produrre energia elettrica, ma in entrambi i casi si mette a rischio la Salute.
DIFFERENZIARE è la parola d'ordine! e RIDURRE i rifiuti prodotti, questo è quello che ciscuno di noi può fare per l'ambiente.
Cosa riciclare? : La Carta, Il Vetro, L'alluminio, L'umido , la Plastica dei Contenitori di Liquidi. Ogni Comune ha in Vigore un Sistema diverso di recupero (molti ancora non ce l'hanno). Cosa si fa con i rifiuti riciclati? Con gli scarti della cucina (alimenti) si produce il compost (Concime Naturale), Con il vetro altri manufatti di vetro, le lattine di alluminio possono diventare pentole ecc.. Per Produrre un chilogrammo di alluminio dalla raccolta differenziata occorrono 2000 chilocalorie di energia, mentre un chilogrammo di alluminio prodotto dalla bauxite ne richiede 48000, senza contare i rifiuti pericolosi prodotti. (Vedi CASO REMAT - Ex Cantina di Stuffione)
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Rifiuti
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