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Inviato da: Comitato Castel Crescente
domenica 17 febbraio 2008 23.56

  

    Ma la decrescita è di destra o di sinistra?

Esiste, è vero, una critica di destra della modernità, come esiste un anti-utilitarismo di destra e un anti-capitalismo di destra. Non ci si deve stupire che esistano un anti-lavorismo e un anti-produttivismo di destra che si nutrono dei nostri argomenti. Bisogna anche riconoscere che, nonostante il bel libro del genero di Marx, Paul Lafargue, “Il diritto all’ozio” - che resta uno dei più forti attacchi al lavorismo e al produttivismo - nonostante una tradizione anarchica nel seno del marxismo, riattualizzata dalla scuola di Francoforte, il consiliarismo e il situazionismo, la critica radicale della modernità è stata più sostenuta a destra che a sinistra. Se questa critica ha conosciuto dei buoni sviluppi con Hannah Arendt o Castoriadis, che si sono serviti degli argomenti di pensatori contro-rivoluzionari come Burke, De Bonnald o De Maistre, questa critica è rimasta politicamente marginale. I maoismi, trotskismi e altre correnti di sinistra sono tanto produttivisti quanto i comunisti ortodossi. Non c’è ragione, ciò nonostante, di confondere l’antiproduttivismo di destra e l’antiproduttivismo di sinistra. Lo stesso vale per l’anti-capitalismo o l’anti-utilitarismo. La nostra concezione della società della decrescita non è né un impossibile ritorno al passato, né un accomodamento con il capitalismo, ma un “superamento” (se possibile pacifico) della modernità. Per me, la decrescita è necessariamente contro il capitalismo. Perché se in astratto è forse possibile concepire una economia eco-compatibile con persistenza di un capitalismo dell’immateriale, questa prospettiva è irrealistica per quel che riguarda le basi immaginarie della società di mercato, ovvero: la smisuratezza e il dominio senza limite. Il capitalismo generalizzato non può non distruggere il pianeta come distrugge la società. Tuttavia, non è sufficiente rimettere in causa il capitalismo, bisogna, ancora, prendere di mira ogni società della crescita. «Anche se una economia della crescita è figlia della dinamica di mercato - ha scritto giustamente Takis Fotopoulos - non bisogna confondere i due concetti: si può avere una economia della crescita che non è una economia di mercato, ed è questo in particolare il caso del “socialismo reale”». Così, rimettere in discussione la società della crescita implica rimettere in discussione il capitalismo, mentre l’inverso non va da sé. Che esista un immenso cantiere, in particolare a proposito del fatto che siamo tutti “tossicodipendenti” della crescita, non lo nego. Ragione di più per darsi da fare risolutamente. Quanto a pensare, come fanno molti responsabili sindacali o politici di sinistra, che i lavoratori sarebbero più intossicati dei loro rappresentanti e che sono chiusi alle idee di una rimessa in questione della crescita, vi è qui, mi sembra, una singolare diffidenza nei confronti di coloro di cui pretendiamo di difendere la causa. Il modo migliore di sapere se è così è ancora quello di chiederglielo. E’ un fatto notevole che in Francia i responsabili politici di sinistra, come di destra, abbiano sempre rifiutato di organizzare un referendum sul nucleare, così come sono oggi ostili all’organizzazione di consultazioni popolari sugli Ogm. Perciò, mentre i gruppi dirigenti hanno mancato al loro dovere di trasparenza e di informazione, mentre la manipolazione da parte dei media è massiccia fino all’indecenza, il risultato è lontano dall’essere raggiunto. Anche se i governi di “sinistra” fanno politiche di destra, e lungi dall’osare la “decolonizzazione dell’immaginario” si condannano al social-liberalismo, gli obiettori della crescita, partigiani della costruzione di una società della decrescita conviviale, serena e sostenibile, sanno fare la distinzione tra Jospin e Chirac, Schroeder e Merkel, Prodi e Berlusconi, e anche tra Blair e Thatcher... Quando vanno a votare [ciò che consiglio loro di fare] sanno che, anche se nessun programma di governo della sinistra mette in conto la necessaria riduzione della nostra impronta ecologica, è comunque da quel lato che si trovano i valori di condivisione, di solidarietà, di eguaglianza e di fratellanza. Questi valori non si possono fondare sul massacro della altre specie e sul saccheggio della natura, e conviene estenderne il beneficio alle generazioni future, E’ per questa ragione che la nostra lotta si colloca risolutamente a sinistra.

di Serge Latouche - Liberazione, 9 ottobre 2005

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3 commenti...

Re: LA DECRESCITA

se ho capito bene, decrescita = risparmio, pertanto credo che non può essere ne di destra ne di sinistra ma una necessità per tutti e per l'ambiente

Da Andrea a   sabato 23 febbraio 2008 20.43

Re: LA DECRESCITA

Caro Andrea non sono proprio d'accordo con Te, ritego che la Decrescità sia proprio per sua natura di Sinistra, infatti è veroche è uguale a risparmio ma anche a solidarietà, sobrietà, dignita nel lavoro, uguaglianza nella diversità tutti concetti se permetti di Sinistra,almeno quella tradizionale del termine

Da mario a   domenica 24 febbraio 2008 17.30

Re: LA DECRESCITA

Ma siccome che i partiti pur di raccogliere voti non sanno più che cosa sia la destra e la sinistra, abbiamo partiti di sinistra che fanno cose di destra e viceversa, sta a vedere che li troviamo tutti al centro.

Da Andrea a   lunedì 25 febbraio 2008 11.48

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REMAT

Area  ex Cantina di Stuffione

DALL'ASSEMBLEA PUBBLICA CHE HA AVUTO LUOGO A STUFFIONE, IL GIORNO 20 MAGGIO 2009, PRESSO LE EX SCUOLE ELEMENTARI, SI E' POTUTO CAPIRE CHE LA PROPRIETA' DELLA REMAT E' CAMBIATA, ORA E' DELLA CARBOFER DI BRESCIA.

LA NUOVA PRPRIETA' HA PRESENTATO UN NUOVO PROGETTO DI VARIANTE PER REALIZZARE IL FABBRICATO DI 4,5 MT PIU' BASSO DEL PRECEDENTE (CIRCA 11/12 MT DI ALTEZZA).

L'ATTIVITA' NON E' STATA DEFINITA, RISULTA UNA "SCATOLA VUOTA" ,

L'AMMINISTRAZIONE USCENTE CI HA FATTO CAPIRE CHE IL FABBRICATO COSI' COME SARA' REALIZZATO SARA' PIU COMMERCIABILE, DA POTER VENDERE, AFFITTARE, O ANCHE FRAZIONARE PER INSEDIARE ATTIVITA' DIVERSE.

QUINDI SE CI SONO DITTE INTERESSATE, NON RESTA CHE FARSI AVANTI.

IL COMITATO CONTINUERA' A VIGILARE!

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C'è una nuova fonte di energia che non ha costi e riduce gli sprechi : "IL BUON SENSO"

tratto da una vecchia pubblicità di ENEL e oggi vuole fare le centrali nucleari ! ENEL ha perso il buon senso !

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