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Location: Blogs Ambiente |
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| Posted by: castel crescente |
giovedì 13 marzo 2008 23.20 |
Salvare la carta dalla pubblicità di Marinella Correggia
Tratto da www.greenreport.it
ROMA. Quale grande occupante di pagine e menti, la pubblicità. Facciamo qualche gesto per salvare due cose preziose: la nostra indipendenza e molti alberi e risorse.
Rifiutare le riviste tutte réclame. Quando gli articoli sono oscurati dalle réclame e le riviste pesano l’ira di una foresta, il ‘prodotto editoriale’ è solo un volantone pubblicitario. Per disincentivarne la produzione, lasciamolo in edicola, anche quando è un allegato gratis. E quando la maggior parte degli articoli è solo di gossip e sport-business, opponiamo lo stesso un bel rifiuto. Questo vale anche per quei giornali gratuiti distribuiti per strada o nelle metropolitane o nelle stazioni (e se li prendiamo, poi ricicliamoli!). * Deterrente e diritto alla privacy. Chi deposita volantini o volantoni od opuscoli brevi manu (di ‘mittenti’ locali, tipo il supermercato, l’agenzia immobiliare e simili) esiterà se avremo scritto in bella vista sulla cassetta delle lettere: "Vietato introdurre posta pubblicitaria, art. 633 codice penale" (l’articolo si riferisce alla violazione dell’altrui proprietà, in questo caso la cassetta postale). Ma serve ancora di più telefonare a chi manda la pubblicità e chiedere di astenersi. * Corrispondenza via Poste italiane. Con il servizio “Cancellami” di Poste italiane e dell’Associazione aziende marketing diretto, si può smettere di ricevere pubblicità e offerte commerciali via posta (e anche via sms, email, telefono). * Potremmo far pressione su deputati e senatori perché realizzino un registro nazionale dei «non destinatari», simile a quello chiamato «non chiamarmi» relativo alla promozione telefonica * Per strada. Al distributore di volantini pubblicitari possiamo dir di no gentilmente; se siamo in tanti disincentiveremo le prossime stampe. Anche ai volantini politici e sociali, diamo un’occhiata prima di prenderli. * Guide più leggere. Succede in molte province di ricevere pagine gialle «parallele», non legate al nostro abbonamento telefonico, o doppioni delle altre. In questo caso si può telefonare alla ditta ‘editrice’ per chiedere di non riceverle più. Quanto alle guide bianche e gialle ‘ufficiali’, o meglio consegnate d’ufficio, possiamo rifiutarle ma questo rifiuto dovrebbe diventare un fenomeno di massa per avere un impatto di riduzione della stampa l’anno successivo. * Rifiutare le agende promozionali. A meno di usarle come blocchi appunti, meglio scoraggiare la produzione di questi gadget: non accettarne in banca, in ufficio, ovunque. |
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Comments (1)
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Re: NO PUBBLICITà CARTACEA |
By claudio on
venerdì 18 aprile 2008 6.35 |
| concordo con l'inutilità, e ritengo in molti casi l'inefficacia, di una pubblicità eccessiva, soprattutto sottoforma cartacea, hai continuamente buchette delle lettere e parabrezza delle auto pieni di carta, un inutile spreco. si consumano alberi e di crea un problema di smaltimento. |
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SUBITO LE AUTOMOBILI A IDROGENO !!!, castel crescente, 4/5/2007 1:19 AM
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PROGETTI DI INNOVAZIONE INDUSTRIALE SULL'EFFICIENZA ENERGETICA, castel crescente, 5/22/2007 9:17 AM
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SALVIAMO IL PARMIGGIANO REGGIANO, mario resca, 6/25/2007 7:04 PM
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FIERE: ECOCASA 2008, castel crescente, 8/16/2007 10:16 AM
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Una ditta di Shangai ha messo in commercio una bici che va a idrogeno., mario resca, 9/30/2007 2:06 PM
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Biologico. Aiab: Cresce il consumo, boom al Nord, mario resca, 11/14/2007 11:12 AM
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23 maggio 2008
Il Giro d'Italia a
Ravarino
(13° tappa)

Link al Comune
di Ravarino
per le iniziative
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Un’eco-soluzione per i rifiuti plastici www.vasonline.it/
Un gruppo proveniente da Spagna, Lettonia e Lituania ha messo a punto un materiale polimerico meno costoso rispetto al cemento, che può essere impiegato in una serie di prodotti, compresi gli arredi urbani e i cordoli dei marciapiedi I ricercatori del Centro Tecnologico Lettone e dell’Istituto di Meccanica dei Polimeri dell’Università della Lettonia lavorando assieme alla Hormigones Uniland, un’industria del cemento spagnola, hanno convertito i polimeri termoplastici dei rifiuti (ad esempio bottiglie di plastica, contenitori e vasetti dello yogurt) e dei filler inerti in una sostanza legante che miscelata con altri materiali, come la sabbia, forma degli innovativi mattoni polimerici. “Hanno l’aspetto di normali mattoni fatti di calcestruzzo,” ha detto il dott. Juris Balodis, project manager al Centro Tecnologico Lettone, ma assorbendo meno acqua si rivelano ottimi “per resistere alle variazioni della temperatura come ad esempio il gelo”. Tra i lati positivi non solo il minor costo rispetto ai mattoni tradizionali, ma anche benefici ambientali legati alla gestione dei rifiuti plastici. Secondo i partner del progetto i principali clienti sarebbero le aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti o che producono grandi quantità di scarti contenenti polimeri. Il dott. Balodis e la sua squadra stanno ora studiando come rendere più veloce il sistema di produzione aumentando il ritmo dagli attuali tre mattoni al minuto, ai 30/60 al minuto.
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