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Piccoli produttori locali
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CONSULTAZIONE NAZIONALE LIBERI DA OGM
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Dal 15 al settembre al 15 novembre 2007 la Coalizione “ItaliaEuropa – LIBERI DA OGM", promuove e organizza una Consultazione Nazionale sul tema “Vuoi che l’agroalimentare, il cibo e la sua genuinità, siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da OGM?”. In migliaia di manifestazioni e di iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale i cittadini potranno votare per un modello agroalimentare di qualità, sicuro per la salute, rispettoso dell’ambiente e del clima e soprattutto libero da organismi geneticamente modificati. Potranno inoltre assistere ad assemblee, convegni, seminari, rassegne, appuntamenti culturali ed eno-gastronomici, per approfondire tematiche legate al mondo del cibo e della salute. Consulta il calendario delle iniziative!
http://www.liberidaogm.it/
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Alimentarsi in modo Biologico - Thursday, December 27, 2007Cosa significa alimentarsi in modo Biologico
Significa consumare alimenti provenienti dall’agricoltura biologica, a prescindere dal tipo di dieta. Nutrirsi con cibo biologico non significa avere indicazioni sulla dieta da seguire. Lo stesso accade per gli alimenti provenienti dall’agricoltura chimica, chi ne fa uso può adottare una dieta mediterranea, oppure una dieta americana, una dieta vegetariana. Oppure può optare per la dieta occasionale: mangio quel che scelgo di volta in volta a secondo del gusto. Allo stesso modo si può far la dieta che si desidera, consumando alimenti biologici. In una parola: mangiar biologico non costringe a fare una scelta alimentare, si fa soltanto una scelta del metodo di produzione. Perché allora qualcuno è ancora convinto che mangiare biologico voglia dire essere vegetariani o macrobiotici? Si tenga presente che gli attuali negozi del biologico sono nati e sono condotti da persone particolarmente attente all’alimentazione. Gli operatori del biologico hanno una impostazione culturale più salutistica degli operatori dei negozi tradizionali di alimentari. Ciò significa che vi si trovano più cereali e legumi e meno salumi, più pane e pasta integrale e meno prodotti raffinati. Vi si trovano anche prodotti che non fanno parte delle nostre tradizioni alimentari, come alghe, prodotti a base di soia, latte di capra ecc.ecc Nei Negozi del biologico esiste una offerta maggiore di prodotti per diete più salubri, per quella mediterranea, vegetariane, macrobiotica. Per quanto riguarda la frutta e verdura è significativo il fatto di trovare spesso soltanto prodotti stagionali, che hanno un tenore di nutrienti più consono all’alimentazione umana.
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È UFFICIALE: IL CIBO BIOLOGICO È MIGLIORE - Sunday, December 09, 2007Non ha dubbi il professor Carlo Leifert, coordinatore del più grande studio mai realizzato sulla qualità dei cibi biologici (Quality Low Input Food www.qlif.org ): gli alimenti biologici sono più nutrienti. I cibi biologici hanno più antiossidanti dei chimici. Nel latte queste differenze sono notevoli, con il 50-80% di antiossidanti in più. Nelle verdure come lattuga, cipolle, pomodori o cavoli il vantaggio è del 20-40%. Lo studio, coordinato dall'università di Newcastle, è durato quattro anni ed è stato finanziato dall'Unione Europea con fondi per 18 milioni di euro. I risultati definitivi arriveranno nel 2008, ma il verdetto sembra certo. Sono state coltivate diverse varietà di frutta e verdura e sono state allevate delle vacche, confrontando metodi chimici e biologici. Le prove sono state fatte in giro per tutta l'Europa, per tenere conto delle differenze regionali. Le differenze più nette sono proprio nel latte. Quello biologico può contenere fino al 60% in più di antiossidanti e acidi grassi utili di quello convenzionale. Secondo Leifert, è importante ora capire perché si verificano queste differenze e che cosa nel sistema produttivo biologico riesce a determinare questi cambiamenti.
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Biologico. Aiab: Cresce il consumo, boom al Nord - Sunday, December 09, 2007Biologico. Aiab: Cresce il consumo, boom al Nord
“Le vendite di prodotti biologici continuano a crescere nel 2007. L'Ismea, sulla base delle rilevazioni Panel realizzate in collaborazione con AcNielsen, registra nei primi nove mesi del 2007 un incremento degli acquisti domestici, relativi ai soli prodotti confezionati, del 9,1% in termini monetari. La rilevazione, che non comprende le vendite nei negozi specializzati nel bio, conferma la forte tendenza alla crescita, rispetto allo stesso periodo del 2006, già registrata nella prima metà dell'anno. Ad eccezione di poche voci, che hanno evidenziato in controtendenza un andamento al ribasso, l'aumento degli acquisti da parte delle famiglie italiane, che in molti casi è risultato particolarmente marcato, ha riguardato la maggior parte delle merceologie monitorate dal Panel Ismea-AcNielsen. Tra le aree geografiche emerge una netta spaccatura tra Nord e Centro-Sud, con le regioni settentrionali in forte crescita (+18% il Nord-Ovest; +15,3% in Nord Est) e il resto del Paese caratterizzato da riduzioni dell'8,5% al Centro Italia e del 4,3% nel Mezzogiorno. Secondo Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione Italiana per l'agricoltura biologica: “I dati di oggi confermano un andamento positivo del settore. Ci preoccupano, invece, i dati negativi registrati al Centro e al Sud Italia, che ci dimostrano come nei canali della grande distribuzione organizzata vada fatta un’operazione di rilancio del biologico in queste aree del paese. D’altra parte – conclude Ferrante -ci conforta il fatto che i dati siano particolarmente positivi, pur riferendosi al segmento di commercializzazione più lento a recepire il messaggio del bio”. I prodotti dell'infanzia, oltre ai salumi e agli elaborati a base di carne, hanno segnato rispettivamente incrementi del 43% e del 36% su base annua. Particolarmente elevati anche i tassi di crescita rilevati per i prodotti ortofrutticoli, freschi e trasformati (+25%), per gelati e surgelati (+25,5%) e per i condimenti (+22%). Gli acquisti di riso e pasta biologici sono cresciuti del 17,1%, mentre latte e derivati hanno registrato, in termini monetari, un incremento del 9,1%. Tra i prodotti contrassegnati invece da una riduzione degli acquisti domestici rientrano gli oli (-7,5%) e il miele (-3,3%). In calo rispetto ai primi nove mesi del 2006 anche pane e sostituti (-3,9%) e biscotti, dolciumi e snack (-5,5%), mentre aumentano le vendite di bevande bio, comprese quelle alcoliche. Positivo, infine, il dato delle vendite presso la grande distribuzione organizzata (supermercati e ipermercati), mentre arretra il bio nel canale discount.
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Crudeltà Industrializzata
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Gli Allevamenti intensivi in Italia
In Italia ormai la stragrande maggioranza degli allevamenti è di questo tipo: Milioni di animali destinati al macello sono costretti a vivere incatenati o chiusi in gabbie sovraffollate, privati della minima libertà di movimento, impediti nella pratica di istinti affettivi e sessuali, mutilati, sottoposti a costanti terapie antibiotiche ed ormonali, ad una illuminazione ininterrotta che impedisce loro di dormire, nutriti con alimenti inadeguati, chimici ed innaturali, costretti a respirare un'aria satura di sostanze chimiche dannose e povere d'ossigeno. Gli animali sfruttati in questo modo manifestano gravi patologie organiche e psicologiche, che li rendono spesso aggressivi: galline che si uccidono tra loro beccandosi, cannibalismo della madre verso i piccoli fra i conigli, suini che si divorano la coda tra l'un l'altro. Per "risolvere" il problema, pratica comune negli allevamenti è menomare gli animali: ai maiali vengono tagliati i denti e la coda e strappati i testicoli, ai pulcini viene tagliato il becco e il tutto spesso e volentieri senza anestesia. E' ora che diciamo basta a queste pratiche da medioevo, dobbiamo privilegiare le carni di allevamento a terra, allevamenti in gradi spazi, dove gli animali si possano sentire liberi, oltretutto ne guadagna il sapore e la genuinità, cioè la salute.
Meditate gente Meditate.
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Come Alimentarsi per ridurre le CO2 ed Aiutare l'ambiente
Il consumo di frutta e verdura fuori stagione necessita di molta energia, perchè questi alimenti provengono da paesi lontani (TRASPORTO) o sono stati coltivati in serre speciali (ENERGIA PER CAMBIARE LE CONDIZIONI CLIMATICHE) .
Portare in tavola 1 kg di pomodori fuori stagione (da novembre a maggio) significa emettere 1 kg di CO2 , consumare 1 kg di asparagi a maggio comporta il consumo di mezzo litro di benzina, a dicembre dieci volte di più.
I periodi per alcuni alimenti:
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Gennaio: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cavoli di Bruxelles.
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Febbraio: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cavoli di Bruxelles.
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Marzo: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cavoli di Bruxelles.
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Aprile: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Cetrioli, Broccoli, Cavolfiori, Fagioli, Finocchi, Invidia, Lattuga, Mais, Peperoni, Pomodori, Scarola, Zucchine, Spinaci,
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Maggio: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Cetrioli, Broccoli, Cavolfiori, Fagioli, Finocchi, Invidia, Lattuga, Mais, Peperoni, Pomodori, Scarola, Zucchine, Spinaci,
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Giugno: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cetrioli, Broccoli, Cavolfiori, Fagioli, Finocchi, Invidia, Lattuga, Mais, Peperoni, Pomodori, Scarola, Zucchine, Spinaci, Piselli,
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Luglio: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cetrioli, Broccoli, Cavolfiori, Fagioli, Finocchi, Invidia, Lattuga, Mais, Peperoni, Pomodori, Scarola, Zucchine, Spinaci, Piselli,
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Agosto: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cetrioli, Broccoli, Cavolfiori, Fagioli, Finocchi, Invidia, Lattuga, Mais, Peperoni, Pomodori, Scarola, Zucchine, Spinaci,
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Settembre: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cetrioli, Broccoli, Cavolfiori, Fagioli, Finocchi, Invidia, Lattuga, Mais, Peperoni, Pomodori, Scarola, Zucchine, Spinaci, Cavoli di Bruxelles.
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Ottobre: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cavoli di Bruxelles.
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Novembre: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cavoli di Bruxelles.
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Dicembre: Carote, Cavolo Bianco, Cipolle, Patate, Porri, Verze, Barbabietole, Cavoli di Bruxelles.
Preferiamo i Beni prodotti vicino a noi
Per produrre 1 kg di fagiolini da colture in campo aperto si consumano dalla semina al trasporto nei supermercati, 0,1 litri di petrolio. Lo stesso quantitativo di fagiolini proveniente dalla Spagna ne richiede il doppio o addirittura 48 volte se i fagiolini provengono dal Kenya (trasportati in aereo).
(tratto dal libro "Salvare il Mondo senza essere Superman" - Aut.: Robero Rizzo - Edit.: Einaudi)
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METTI A FRUTTO IL FUTURO
Una alimentazione sana per tutti, un fattore insostituibile per la salute e la qualità della vita, ma ancora un obbiettivo da raggiungere.
“Mucca Pazza”, influenza aviaria, grano con ocratossine, sono gli ultimi episodi di una lunga catena di scandali che mette a rischio quotidianamente il cibo che portiamo in tavola.
Un continuo bombardamento pubblicitario ci propone alimenti e bevande ad alto contenuto di grasso e zuccheri, mentre calano i consumi di quei “colori della vita”( frutta,e verdura fresca) dai quali possiamo trarre un apporto indispensabile di vitamine ed antiossidanti.
Solo nel corso del 2005 sono calati in Italia del 10% in quantità gli acquisti di ortofrutta per l’impoverimento delle famiglie ma…. cresce la spesa complessiva di questi prodotti!!
Già, un dato veramente singolare:compriamo sempre meno i frutti freschi della terra e dalle nostre tasche escono sempre più soldi, non destinati a chi produce, ma alla lunga catena di intermediatori che ci separa dal lavoro dei campi.
Lo sapevi che un frutto su quattro che arriva sopra le nostre tavole viene dall’estero? Proprio in Italia, il giardino Europeo della frutta, cresce questa invasione silenziosa, senza adeguate garanzie sulla qualità dei prodotti e senza informazioni complete per i consumatori.
Nostro dovere civico è quello di chiedere maggiori regole e tutele per i prodotti Italiani, regole sull’etichettatura di origine debbono essere complete e chiare, al fine di garantire al consumatore che il prodotto che sta mangiando sia il più sano e naturale possibile e soprattutto che sia prodotto in Italia
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Il Parassitario fascino del Sushi
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Il Parassitario fascino del Sushi
L’altro giorno ci hanno trascinato ad assaggiare il sushi. La cavia ha cercato di fare di necessità virtù: si è sempre chiesta cosa ci fosse di attraente in un pugno di riso in bianco freddo con sopra un pezzo di pesce crudo. Dopo aver speso 50€ senza saziarci, il mistero è rimasto impenetrabile. Cosi ci siamo messi alla ricerca: perché questo successo dilagante? Basta il fascino dell’esotico per digerire il rischio ? Abbiamo scoperto, che proprio a causa del sushi, ogni anno in Giappone si devono fare più di 3 mila operazioni d’urgenza e si contano decine di morti. La causa principale è l’anisakis, un parassita che può infettare il 70% dei tipi di pesce crudo. I medici consigliano di evitare i ristoranti cinesi trasformati magicamente in sushi-bar che stanno spuntando un po’ ovunque, sulla scia della moda. “l’uomo ha scoperto la cottura proprio per eliminare i batteri e rendere più digeribile il prodotto”, ci ricorda Giacomo Gidaro, unico chirurgo specialista in Italia ad aver operato e “ ripreso” il parassita del pesce crudo nell’intestino umano. Ma, a quanto pare, l’autolesionismo prevale, e Gidaro avrà molto da fare nei prossimi anni. Come mai?«È come per il fumo, si mangia pesce crudo sapendo di correre dei rischi»conclude Gigaro.
Tratto da “Carta”cantieri sociali
cavia@carta.org
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